Le opere di Tommaso, con qualche eccezione e con il titolo collettivo
di Fuoco d'amore mandato da Christo
in terra per essere acceso, furono impresse per
la prima volta ad Augusta (Augsburg) nel 1682 a cura del confratello
trentino e superiore provinciale P. Giovenale Annaniense (al
secolo Giovanni Battista Ruffini, 1635-1719), filosofo e teologo,
a spese dall'imperatore Leopoldo I d'Asburgo (1640-1705). Fin
dal 1626, ancora vivo il venerabile, si era cercato di far pubblicare
i suoi scritti: molti erano entusiasti dell'impresa, ma ogni
tentativo fallì. Per il superiore generale dei cappuccini
P. Giovanni Maria da Noto, anche dopo una revisione linguistica,
non erano «cose di stampa». La princeps, un volume
in 8° di circa 750
pagine
a doppia colonna, è divisa in quattro parti: la prima
comprende la Selva di contemplatione, dedicata all'arciduchessa
Claudia, moglie di Leopoldo V: consta di meditazioni e contemplazioni
sulla vita di Maria e di Gesù, ed è indicata per
gli incipienti; nella seconda parte compare la Scala di perfettione,
dedicata a Leopoldo V, composta di tredici trattati sui gradi
dell'ascesi, per i proficienti; la terza parte riproduce sei
trattatelli sui gradi sublimi della contemplazione e dell'unione,
adatti per i perfetti, e un'appendice con ventitré lettere
(del frate e di alcuni suoi corrispondenti); la quarta è
composta interamente dai Concetti morali contra gli heretici.
L'editore P. Giovenale utilizzò i codici manoscritti
con le opere del servo di Dio che riuscì a reperire nel
convento di Innsbruck: uno per opera. Nessuno di essi era autografo:
le copie erano state probabilmente già ripulite nella
forma da alcuni amanuensi; P. Giovenale completò l'opera,
aggiustando grafia e talvolta lessico e sintassi, limando qua
e là, aggiungendo titoli di capitoletti per la stampa.