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Uno dei più popolari predicatori del Tirolo, così von Pastor defini il venerabile e servo di Dio, Tommaso Acerbis de Viani (1563-1631), noto come fra Tommaso da Statua di fr Tommaso a San Pellegrino-BergamoOlera (Bergamo), nato nella minuscola borgata medievale di Olera, oggi frazione di Alzano Lombardo, all'imbocco della Valle Seriana. Pastore di pecore e analfabeta fino ai diciassette anni, indossò il saio cappuccino in qualità di fratello laico nel 1580 a Verona. nel convento di S. Croce di Cittadella. Con ogni probabilità imparò a leggere e a scrivere sommariamente nel triennio di formazione e, dal 1584 al 1605 adempì all'incarico di questuante per il convento della città veneta. Sempre come questuante, o con incarichi simili, passo in numerosi altri conventi della provincia; si recò di casa in casa a mendicare pane e vino per i fratelli di Vicenza dal 1605 al 1612 e per quelli di Rovereto dal 1613 al 1617; a Rovereto conobbe e indirizzo verso la santità la giovinetta tredicenne Bernardina Floriani, in seguito venerabile Giovanna Maria della Croce (1603-I 63); fu portinaio del convento di S. Croce a Padova tra il 1618 e il 1619; fu mandato al convento di Conegliano dal 1619 ancora in qualità di questuante. Per interessamento personale dell'arciduca Leopoldo, Tommaso venne destinato alla provincia del Tirolo Settentrionale alla quale fu incardinato. Risiedette nel convento di Innsbruck e anche lì svolse il suo solito incarico fino alla morte, avvenuta la mattina del 3 maggio 1631. Mendicava pane, lavava piatti, evangelizzava ricchi e popolino. All'ultimo periodo della sua vita risalgono numerosi significativi spostamenti in Italia e tra Austria e Germania.

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